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Comunità di recupero per la dipendenza da cocaina

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Cocaina

Dipendenza da cocaina

Modi di assumere la cocaina

La cocaina viene rapidamente e facilmente assorbita da ciascuna delle vie abituali di somministrazione (nasale, orale, endovenosa o polmonare). L'assunzione di cocaina per via nasale è comunque quella solitamente preferita dai consumatori abituali.

Assunzione per via nasale

I cristalli di cocaina cloridrato, finemente tritati, disposti su un piano rigido sino a formare una striscia lineare, vengono inalati mediante una cannuccia nasale. Ciascuna striscia contiene da 10 a 40 mg di cocaina secondo il grado di purezza della sostanza. In pochi minuti inizia l’effetto euforizzante che si protrae per altri 25-45 minuti.
Al termine di questa prima fase appare una sindrome caratterizzata da irritabilità, agitazione e depressione.

Desiderio compulsivo ed esaurimento psicofisico

Il desiderio di provare il piacere iniziale e di sfuggire all’ansia conducono all’uso compulsivo della cocaina, con rapidissimo aumento delle dosi e della frequenza d’uso. Si arriva a vere e proprie “abbuffate”, le cosiddette binges, durante le quali il soggetto tende a non alimentarsi, è insonne, aggressivo, agitato e il suo umore tende ad assumere toni spiacevoli.
Tali “binges” si protraggono diversi giorni sino all'esaurimento psicofisico del soggetto, che piomba in uno stato di torpore-apatia con conseguente abbandono dei contatti sociali, incapacità nel mantenere impegni lavorativi, trascuratezza fisica, depauperamento economico.
Spesso i soggetti che usano abitualmente sostanze psicoattive per via endovenosa provano anche la cocaina facendone però un uso saltuario, non continuativo. Ciò è dovuto all’eccesso di iperattività psicomotoria causato dalla sostanza che rende necessario l’uso combinato della stessa con narcotici (eroina o morfina).

Assunzione per via endovenosa

L'uso endovenoso della cocaina, per le sue caratteristiche farmacocinetiche, provoca effetti associabili a quelli del crack. La cocaina, opportunamente trattata, può essere assunta anche per via orale.
La via sottocutanea e quella intamuscolare, a causa dell’effetto vasocostrittore, comportano un assorbimento più lento; pertanto gli effetti sono meno rapidi rispetto all’assunzione per via endovenosa. Il rischio di assumere cocaina per via endovenosa è quello di causare un collasso cardiaco all' organismo e quindi la morte. Sono molto frequenti le overdose per cocaina, spesso quando accompagnata ad altre droghe, farmaci o alcol.

Assunzione per via polmonare (fumo)

Dal riscaldamento della cocaina idrocloruro con soluzione acquosa di bicarbonato di sodio o di ammoniaca e per successiva separazione con un solvente (etere) e liofilizzazione finale, si ottiene un composto intermedio detto crack.
Il crack si presenta sotto forma di piccoli cristalli opalescenti aggregati fra loro a costituire panetti di colore crema-biancastro che - al momento del loro utilizzo - vengono frantumati e fumati con diverse modalità. Il termine con cui viene designata tale sostanza di sintesi deriva dal tipico rumore “cracking” che producono i cristalli contenuti nella miscela quando vengono riscaldati.
Il procedimento che richiede il crack per essere fumato è rapido (circa venti minuti di tempo), economico e non necessita di una particolare attrezzatura: sono sufficienti un forno a microonde, un piatto caldo o un cucchiaio.
Il crack viene  sminuzzato in parti secondarie, i chips, che vengono  introdotte in apposite pipe, solitamente ad acqua. Il raffreddamento del fumo è indispensabile per l’integrità della struttura chimica della sostanza e per il suo maggiore assorbimento.

Effetti e danni del crack

Un piccolo frammento di crack, fumato, può indurre un effetto della durata di 20-30 minuti, al termine del quale l’euforia e la violenta ebrezza vengono sostituite da una forte sensazione depressiva, accompagnata da prurito irrefrenabile.
Frequentemente, questa sensazione è di tale intensità e sgradevolezza da costringere il consumatore ad assumere immediatamente una seconda dose dopo pochi minuti dalla prima. L’assunzione ripetitiva, a brevissimi intervalli di tempo e a concentrazioni progressivamente crescenti conduce facilmente il soggetto ad un “crollo” psicofisico.
Questa modalità di somministrazione ha quindi un elevatissimo potenziale d’abuso e di overdose, data l’ampiezza delle oscillazioni del tono dell’umore, lo stato maniacale e l’intensa irritabilità e tristezza che ne possono derivare.
Il soggetto che fa uso di crack può associare al composto, per amplificarne gli effetti, ipnotici, sedativi, amfetamine, alcol o eroina.

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