Come aiutare un cocainomane?

  • Come aiutare un cocainomane

Il testo che segue è il frutto di 50 anni di esperienza efficace nel settore della riabilitazione dalle tossicodipendenze.
Molto spesso i familiari delle persone coinvolte nella dipendenza da cocaina contattano il nostro Numero Verde chiedendo una risposta efficace a questa domanda: “come aiutare un cocainomane?“. In questo articolo cercheremo di fornire tutte le informazioni utili a risolvere la situazione definitivamente.

In primo luogo la prima cosa da NON fare è non fare nulla. Sembrerà scontato ma a volte i familiari si abituano alle condizioni pur drammatiche del proprio caro e finiscono in uno stato di apatia o rassegnazione. E’ bene ricordare che per aiutare un cocainomane bisogna prendersi completa responsabilità e fare tutto il possibile affinché lui riceva un aiuto professionale.

Nel testo che segue riportiamo una serie di interventi che porterebbero inesorabilmente al fallimento, certi che qualcuno di questi tentativi, se non tutti, siano già stati attuati o presi in considerazione.

Come aiutare un cocainomane: ciò che NON si deve fare

Non fare nulla, aspettare o sperare che le cose migliorino

Quando si tratta di tossicodipendenza le cose peggiorano inesorabili, nel tempo.

Accettare la promessa che non lo farà più

Sebbene molte persone coinvolte nell’uso di cocaina siano sinceri quando chiedono un’altra chances e che nel loro intimo vorrebbero veramente smettere da soli, questo non è possibile. Senza un aiuto professionale la situazione si ripresenta con continue ricadute con l’aggravante che il cocainomane farà più attenzione a non farsi scoprire, gettando i familiari in una fitta rete di menzogne ed inganni.

Tentare di avere controllo al posto suo

Accompagnare la persona al lavoro, andarla a prendere, non farle avere denaro o disponibilità economica ed impedirgli di uscire di casa non risolverà né il bisogno di droga né i motivi personali che hanno spinto la persona ad usare droghe. Sebbene tenendolo sotto controllo h24 potrebbe portare ad un periodo forzato di sobrietà, non appena si allenterà la presa il cocainomane tornerà a cercare e consumare cocaina. Questo può essere fatto solo nei centri specializzati, da operatori qualificati.

Optare per soluzioni non residenziali (psicologo, psichiatra, ecc…)

Per uscire dalle droghe occorre dedicare un periodo alla riabilitazione lontano da quei luoghi e da quelle persone che potrebbero indurre la persona a tentazioni. Incontri settimanali con lo psicologo o con lo psichiatra non fanno presa così velocemente da impedire l’uso di droga. Il consumatore a questo punto affronterà i colloqui mentendo e dopo poche sedute rinuncerà ad andarci, mandando tutto in fumo.

Utilizzare cure farmacologiche non ha niente a che fare con “come aiutare un cocainomane”

Prendere psicofarmaci o droghe sostitutive per smettere di prendere droghe è l’errore più grande che si possa fare. Migliaia di casi dimostrano che i farmaci agiscono sulla mente, sedano e non risolvono niente. Anzi, il risultato di queste somministrazioni sono casi ancora più ingarbugliati, dipendenze da diversi tipi di molecole e nessuna garanzia che si cessi con la cocaina. Questa è la strada più breve verso il baratro.

Molti psichiatri con una superficialità incredibile interpretano gli effetti collaterali della cocaina come disturbi mentali (bipolarismo, border line, depressione ecc..) etichettando la persona come un caso psichiatrico e introducendola nel vortice della dipendenza da psicofarmaci. Questo è il modo più sbagliato per aiutare un cocainomane.

TMS (elettro stimolazione transcranica)

Non è altro che il vecchio elettroshock rivisto (in Italia è stato bandito). Ciò che è cambiato è il voltaggio (minore rispetto a prima) ma il numero di sedute (decine e decine ravvicinate nel tempo) restituiscono gli stessi danni dell’elettroshock di un tempo. Credere che un campo magnetico attraverso la corteccia cerebrale possa rendere un individuo più sano, responsabile ed in grado di scegliere correttamente per la sua vita sarebbe come credere all’amputazione di un arto per aiutare un atleta nelle sue prestazioni.

Ora che abbiamo passato in rassegna i modi errati su come aiutare un cocainomane passiamo a ciò che statisticamente funziona da oltre 50 anni.

Come aiutare un cocainomane: ciò che funziona

Trovare un centro residenziale professionale

In Italia esistono strutture preposte ad ospitare individui che intendono recuperarsi. In questi centri vengono consegnati programmi di disintossicazione e riabilitazione moderni, brevi ed efficaci. La Comunità di Recupero dalla cocaina Narconon Astore è sicuramente tra le migliori a livello Europeo. Non è un vanto, lo dimostrano studi scientifici sui risultati. Per aiutare un cocainomane ci vogliono cura, competenza e professionalità.

Adottare programmi 100% naturali

Per recuperare un individuo occorre riportarlo alla massima lucidità e razionalità. Solo migliorando le sue abilità ed il suo potenziale riuscirà a vivere senza droghe. Il Programma Narconon è famoso a livello mondiale perché dimostra che un pieno recupero è possibile SOLO senza farmaci o droghe sostitutive.

Convincere la persona cara a lasciarsi aiutare

Gli operatori della comunità sono specializzati nel convincere il cocainomane organizzando colloqui a domicilio, anche a sorpresa, in modo da far prendere una decisione libera e consapevole al diretto interessato e portarlo direttamente nel centro.

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Se volessi maggiori informazioni sulle attività e sui risultati della Comunità di Recupero dalla cocaina Narconon Astore puoi chiamare direttamente il Numero Verde 800 189 433, un operatore ti ascolterà e ti guiderà fino a risolvere completamente la situazione. Oppure visita il sito www.comunita-di-recupero.it , troverai altre informazioni che potrebbero aiutarti.

Numero Verde Cocaina 800 189 433

Numero Verde Cocaina

2018-09-03T14:56:36+00:0019/06/2018|Categories: SOS Familiari|Tags: , , |